Ricette

Cecina saporita

Ingredienti 

200 g farina ceci
600 g acqua
olio q.b.
un mazzetto di cipollotti (vanno benissimo anche porri o cipolla,  o la sua parte verde, oppure aglio fresco)
1 cucchiaio di shio-koji di orzo
50 g di succo fermentato di cipolla o altra verdura oppure salamoia 
erbe aromatiche a piacere (rosmarino, erba cipollina)
1/2 cucchiaino di paprica dolce

Procedimento

Pesate la farina e disponetela in una ciotola capiente, coprite con l’acqua tiepida. Mescolate con una frusta e lasciate riposare a temperatura ambiente per 12 ore circa. Questo tempo di riposo è fondamentale sia per il sapore, che per la consistenza, ma soprattutto per rendere la cecina più digeribile.
Al momento della preparazione fate soffriggere per qualche minuto i cipollotti, tagliati precedentemente a fettine sottili. Tritate le erbe aromatiche e aggiungetele alla pastella insieme ai cipollotti soffritti e ad un filo di olio. Aggiungete lo shio-koji, la paprika, il succo fermentato, mescolate bene e disponete il tutto in una teglia ricoperta da carta-forno che avrete spennellato di olio extra vergine di oliva. Il composto dovrà essere alto circa 1 cm. Fate cuocere in forno caldo per circa 30 minuti a 180 °C o finché il composto non risulterà compatto e ben rosolato in superficie.
La cecina sarà pronta quando si sarà formata una crosticina sopra. Per renderla più croccante infornatela una seconda volta, dopo che si sarà raffreddata, per altri 5 minuti a forno caldo. Servite la farinata tiepida. Potete conservarla in frigo per 4-5 giorni, riscaldandola un momento prima di servirla.

Giulia Pieri è una chef romagnola, specializzata in cucina vegetale integrale e probiotica. Dopo varie esperienze nell’ambito della cucina, si specializza nella fermentazione di cibi e bevande, cercando di rendere il cibo un mezzo per prendersi cura di se stessi. Organizza e tiene corsi di cucina, lavora comae chef freelance in eventi privati e su richiesta e cene a tema. Propone percorsi di formazione sulla cucina asiatica che ha avvicinato nel corso dei suoi viaggi. Collabora infine con Carlo Nesler sia nella produzione di cibi fermentati che in ambito formativo. La sua è una cucina vitale, fatta di equilibrio, struttura e umami. Attraverso i cibi fermentati la sua cucina si arricchisce in gusto, sapori inaspettati e stimolanti. Allo stesso tempo il cibo diviene più digeribile e potenziato di proprietà nutritive, vitamine ed enzimi. Ama rielaborare nuove e antiche ricette, e ama viaggiare per ricevere nuovi stimoli, con uno sguardo sempre attendo all’autoproduzione all’etica.