Hatcho Miso di lenticchie

Hatcho Miso di lenticchie – NON PASTORIZZATO

Il HATCHO MISO di lenticchie della CibOfficina è prodotto utilizzando lenticchie locali, sale marino integrale di Sicilia e acqua. Non utilizziamo più la soia, preferendo legumi locali più adatti al nostro ambiente (in questo caso lenticchie), che sono maggiormente digeribili per noi e sostenibili per il nostro ambiente. Tutta la lavorazione viene fatta in piccoli lotti (20-25 kg) con lavorazione artigianale e grande attenzione. Questo miso dall’aroma erbaceo matura per almeno un anno, esposto alle variazioni di stagione.

Il miso può essere utilizzato per preparare la classica zuppa di miso, per insaporire minestre e altri cibi (similmente al dado), creme e salse, ecc. Il solo limite è la fantasia!

NON CUOCERE! I fermenti vivi contenuti nel miso non pastorizzato vengono uccisi dalle temperature molto elevate, per cui va aggiunto, preferibilmente, al termine della cottura o a freddo.

Conservare al fresco e in frigorifero dopo l’apertura.

Ingredienti: lenticchie, sale marino integrale, acqua, spore di Aspergillus oryzae

Il hatcho miso è un  tipo di miso giapponese prodotto con sola soia. In questo caso abbiamo sostituito la soia con le lenticchie, ottenendo aromi del tutto unici. Il miso è uno dei cibi più ricchi al mondo di “UMAMI”, il cosiddetto quinto gusto (in italiano indicato spesso anche come “sapido”). Gli altri gusti fondamentali sono dolce, salato, amaro e aspro. Oltre a questo, il miso è ricchissimo di microrganismi vivi di tante specie diverse.

Il procedimento di produzione prevede la produzione del koji direttamente con le lenticchie mediante inoculo con spore di Aspergillus oryzae. Questa prima fermentazione dura circa due giorni e va seguita costantemente mantenendo temperatura controllata e rimescolando e arieggiando periodicamente il cereale. Il koji viene poi macinato e mescolato con sale e acqua e lasciato fermentare per almeno un anno, fino al grado di maturazione desiderato.

Per tutti i nostri prodotti:

Utilizziamo esclusivamente materie prime locali, selezionate e controllate. Non facciamo uso di soia, né di prodotti contenenti OGM o prodotti chimici di sintesi. Nelle schede e in etichetta sono indicati tutti gli ingredienti utilizzati, senza esclusioni.

Il nostro modo di intendere il “locale” tiene conto del clima e degli spostamenti reali che facciamo, oltre che di qualche altra considerazione di buon senso. Se una materia prima è reperibile entro pochi chilometri dall’azienda con un livello qualitativo che ci soddisfa, preferiamo acquistarla qui. Cerchiamo inoltre di stringere rapporti di collaborazione con gli agricoltori più coscienziosi della zona. La cosa che preferiamo in assoluto è produrre noi stessi le materie prime.
Ma se troviamo che un agricoltore lavora con un alto livello di rispetto della Terra e dell’Uomo ed è in grado di produrre alti livelli qualitativi, ci sentiamo di utilizzare i suoi prodotti, anche se vengono da regioni più lontane.
Preferiamo la qualità al concetto astratto di “locale”, preferiamo conoscere i fornitori, preferiamo sforzarci per la qualità, che accettare passivamente delle etichette. Preferiamo il piccolo al grande produttore e… siamo realistici. Il compromesso a volte è fare più strada, piuttosto che abbassare il livello qualitativo. Il nostro “locale” è un “locale relativo” che ci fa usare sale integrale di Sicilia, piselli toscani e legumi del Molise, ad esempio, ma anche verdure nostre, cerali coltivati in Tuscia, nocciole coltivate a pochi chilometri dalla CibOfficina, cipolle dei nostri vicini, e così via.